Divisione Calcio a 5 Official Website Stagione 2016-2017
Storia

Storia

L'INIZIO DEL FUTSAL IN ITALIA. DAI PRIMI CIRCOLI ALL'INGRESSO IN FIGC

Dopo l'epoca dei circoli romani e la nascita del primo torneo nel 1965 (la Coppa dei Canottieri ideata dal Circolo Canottieri Lazio) grazie alle intuizioni di Gustavo "Babbo" Valiani, il calcio a 5 nel 1978 vede nascere il primo tentativo federale: la Federcalcetto, in vita per poco tempo. Poi fu la volta della Fict (Federazione Italiana Calcetto) da cui derivò, in seguito ad una scissione interna, la Lic (Lega Italiana Calcetto). Dal 1978 al 1983 si giocarono così due campionati, fino al dicembre 1983quando si concretizzò l'ingresso della disciplina all'interno della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio).

1983/84 - IL PRIMO CAMPIONATO DELLA STORIA

Nel 1983/84 va così in scena il primo campionato di calcio a 5, sport che fino al 1989 viene gestito dalla Figc attraverso il Comitato Nazionale Calcetto. Con la prima Assemblea Nazionale delle società di calcio a cinque, datata 5 novembre 1989, si sancisce la delega della gestione alla Lega Nazionale Dilettanti con la creazione della Divisione Calcio a Cinque. Il primo presidente fu Antonio Sbardella, dal 1989 al 1992, a cui fece seguito fino al 1997 l'Avv. Marcello de Luca Tamajo e, dal 1997 ad oggi, l'Ing. Fabrizio Tonelli, il primo presidente ad essere eletto direttamente dalle società.

1984 - I PIONIERI DELLA ROMA BARILLA

Dalla stagione 1983/84 all'89/90 il campionato di serie A viene disputato con la formula di una fase interregionale a gironi eliminatori, con una poule scudetto in sede unica. I primi due scudetti (1984 e 1985), giocati rispettivamente sul Centrale del Foro Italico di Roma e nella Repubblica di San Marino, vanno alla Roma Barilla presieduta da Ettore Viola (figlio di Dino, allora presidente della A.S. Roma calcio). Nell'1985/86 la Roma Barilla deve però arrendersi all'Ortana Griphus, società formata da molti atleti l'anno prima in giallorosso. L'anno successivo è invece proprio l'Ortana a dover cedere in finale il titolo italiano al Marino Calcetto, che trionfa nella poule di Palermo.

1987 - INIZIA L'ERA DELLA GLORIOSA ROMA RCB

Nell'87/88 ci si trasferisce a Merano e comincia lo strapotere della Roma RCB di Franco Ciccarelli, che in finale supera il Millefonti Torino. Si tratta del primo di un poker di successi che porterà i biancorossi del portiere goleador Luca Bergamini a ripetersi anche nell'88/89 (a Roma, finale vinta ai rigori sulla Camel Vigna Stelluti), nell'89/90 (a Bologna, ancora dal dischetto contro il Marino calcetto) e nel '90/91, in cui la Roma RCB si aggiudica il primo campionato di serie A giocato con una regular season a girone unico di 20 squadre superano in gara-3 della finale la Geas Meda Roma.

1991 - BNL E TORRINO INTERROMPONO L'EGEMONIA DELLA ROMA. SI CONTENDERANNO 5 TITOLI E LA LORO RIVALITA' DIVENTA LEGGENDA

Nel '91/92 la Serie A passa a 18 squadre. La Roma RCB resta fuori dalle finali dopo uno spareggio con il Torrino. In finale vanno BNL Calcetto ed Ericsson Sielte, con la vittoria dei bancari di Piero Gialli ai supplementari di gara-3, dopo le prime due decise dai calci d rigore. Nel '92/93 è invece la volta del Torrino Sporting Club di Alessandro Nuccorini, futuro tecnico dell'Italia, che strappa il tricolore dalle maglie della BNL, difendendolo nella finale bis anche nel '93/94. Il riscatto per la BNL arriva nelle due stagioni successive, quando sempre al Foro Italico i bancari superano in entrambi le occasioni gli storici rivali del Torrino.

1996 - MILANO LANCIA UN SEGNALE: IL FUTSAL SI E' DIFFUSO SUL TERRITORIO NAZIONALE

Nel 96/97 la BNL centra il suo quarto scudetto, superando questa volta in finale la rivelazione Milano C/5. L’ottimo risultato dei meneghini è per il calcio a 5 il primo grande segnale di diffusione nazionale. Dalla stagione successiva la formula dei campionati cambia, con l'introduzione dei playoff scudetto al posto della poule. Vince la Lazio di Agenore Maurizi, che alla sua prima esperienza da tecnico centra anche la Coppa Italia.

1998 - E' L'ANNO DELLE RIFORME E DELL'ARRIVO DI VELASCO CHE PORTA, PER LA PRIMA VOLTA, LO SCUDETTO FUORI DAL LAZIO

Con la stagione 1998/99 parte il progetto di riforma dei campionati, giunto a termine lo scorso anno. Il girone unico di serie A scende da 18 a 16 squadre, nasce una serie A2 articolata su 2 gironi da 12 squadre e la serie B viene "spalmata" su 5 gironi, sempre da 12 squadre. Per la prima volta lo scudetto esce dai confini del Lazio, per mano del Torino di Marco Ceresa e del tecnico spagnolo Jesús Velasco, che supera nella doppia finale la solita BNL (all'ottava finale consecutiva).

1999 - LO SCUDETTO TORNA NEL LAZIO: PRIMO STORICO SUCCESSO PER IL GENZANO E QUINTO PER LA ROMA RCB DEL TECNICO COLINI

Nella stagione '99/00 il Lazio torna a però a sorridere, con l'Intercart Genzano che conquista il suo primo tricolore della storia, superando in finale la Lazio (e vincendo anche la Coppa Italia, accoppiata riuscita alla Roma RCB nell'88/89 e '89/90, al Torrino nel '92/93 e '93/94, alla Lazio nel '97/98 ed al Prato nel 2001/02). L'anno successivo è invece quello storico per la Roma RCB, targata Lamaro. A 10 anni dall'ultimo successo la squadra di Fulvio Colini supera nella doppia finale la BNL, aggiudicandosi così il quinto scudetto della sua storia e diventando la squadra più titolata in assoluto in Italia.

2001 - NASCE IL MITO DEL PRATO CALCIO A 5

Nel 2001/02 prende corpo definitivamente il "modello Prato". La società toscana centra il double scudetto-Coppa Italia sotto la guida tecnica dello spagnolo Jesús Velasco. Ma per i toscani è solo l'inizio di un percorso che li porterà a vincere lo scudetto nel 2002/03 e la Coppa Italia nel 2003/04, con una media spettatori che oscilla puntualmente tra i 1500 ed i 2500 a gara.

2003 - PER LA PRIMA VOLTA VIENE TITOLATO IL CAMPIONATO ITALIANO: SERIE A ENEL. E IL GIOCATORE DELLA NAZIONALE ITALIANA CAMPIONE D'EUROPA, FOGLIA, VINCE IL PALLONE D'ORO

Nel 2003/04 nasce il primo campionato italiano di calcio a cinque titolato da un partner: l’Enel. Il progetto è di più ampio respiro che una semplice sponsorizzazione perché nell’accordo si punta molto al Fair Play con il progetto “Lealtà nello Sport”. L’Arzignano, formazione veneta nelle cui fila milita il giocatore più forte del mondo del 2003, Adriano Foglia, vince lo scudetto sia nella massima serie che con la formazione giovanile dell’Under 21.

2004/05 - E' LA STAGIONE DELLE GRANDI SORPRESE. IL NEOPROMOSSO NEPI SI AGGIUDICA LA COPPA ITALIA E IL PERUGIA DIVENTA CAMPIONE D'ITALIA

La stagione 2004/2005 è all’insegna del Perugia. Nonostante la regular season viene dominata dalla Lottomatica Roma, sin dalle prime giornate, gli umbri, dopo un terzetto di finali avvincenti e spettacolari si aggiudicano il primo scudetto della loro storia. Invece, nella seconda edizione della formula Final Eight di Coppa Italia disputata a Conversano, il Nepi di Fulvio Colini, neo-promosso in serie A, segue le orme del Prato vincitore l’anno precedente a Foligno battendo l’Arzignano in finale dopo i calci di rigore.

2005/06 - AMOROSO E PINILLA PORTANO L'ARZIGNANO ALLA CONQUISTA DEL SUO PRIMO SCUDETTO

La stagione 2005/2006 è all’insegna del Veneto che conquista due trofei su tre nella massima serie con Luparense ed Arzignano. I lupi di mister Velasco dopo una spettacolare Final Eight disputata a Catanzaro si aggiudicano la prima Coppa Italia della loro storia battendo in finale la Lottomatica Roma. Il 23° scudetto invece si ferma ad Arzignano. Dopo una stagione iniziata in sordina ed un finale di stagione esaltante la squadra guidata da Fabian Lopez, dai bomber Amoroso Pinilla vince in due sfide una accesa finale con il Nepi conquistando il secondo tricolore.

2006/07 - INIZIA L'ERA DELLA LUPARENSE DEL PRESIDENTE ZARATTINI E DEL "MAGO" VELASCO

La stagione 2006/2007 segna l’inizio dell’egemonia della Luparense nel calcio a cinque italiano. La società del presidente Zarattini, che dodici mesi prima aveva portato in Veneto il “mago” Jesus Velasco e i nazionali azzurri Grana e Feller, domina la regular season, infliggendo distacchi abissali a tutte le altre: la Lazio Nepi chiude il girone di ritorno con 9 punti di ritardo dai Lupi, il Montesilvano con 13 e l'Arzignano Grifo con 16. Nei playoff il Bisceglie, ripescato e in grado di contendere fino all’ultimo turno la quarta posizione all'Arzignano, si arrende dopo i tempi supplementari di gara-2 alla Marca Trevigiana: i veneti diventano la prima squadra di A2 nella storia dei playoff a qualificarsi al secondo turno. Passano il turno anche la Roma contro i freschi vincitori della A2 del Pro Scicli, il Perugia e ilPescara che estromettono nell’ordine l'Augusta e il Napoli. Tre dei quattro accoppiamenti nei quarti di finale rispettano i pronostici della vigilia: Luparense, Lazio e Montesilvano hanno rispettivamente la meglio su Perugia, Pescara e Roma. La sorpresa è ancora una volta targata Marca Trevigiana, malgrado la sconfitta casalinga in gara-1 contro il più quotato Arzignano. I bianconeri riescono nell’impresa di battere due volte i campioni d'Italia in carica al PalaTezze (6-3 gara-2, 4-1 in gara-3) e conquistano una sorprendente semifinale. L’avventura della Marca termina al cospetto della Luparense, che sbanca 7-3 Ponzano e pareggia 4-4 a San Martino di Lupari; l’altra semifinale corre sul filo dell’equilibrio, con tre pareggi consecutivi tra Montesilvano e Lazio Nepi. Alla fine la spuntano i laziali di Maurizi ai rigori.

Lo scudetto se lo contendono dunque, per il secondo anno consecutivo, una rappresentante del Lazio e una del Veneto: è la Luparense a succedere nell’albo d’oro all’Arzignano. I Lupi bloccano sull’1-1 la Lazio a Colleferro in gara-1 (reti di Moreira eGrana), nel ritorno i ragazzi di Velasco trionfano 4-2 e, dopo aver conquistato l'anno precedente la Coppa Italia, si cuciono sul petto il tricolore.

2007/08 - DOMINIO DELLA LUPARENSE: I LUPI FANNO L'EN PLEIN E PORTANO A CASA TUTTI I TROFEI DELLA STAGIONE

L’anno successivo la Luparense fa addirittura meglio, infilando il treble (Supercoppa italiana, Coppa Italia e secondo scudetto consecutivo). In campionato i veneti conquistano ancora una volta d’autorità il primo posto al termine della stagione regolare, precedendo di 6 punti il Montesilvano, di 18 il TFL Arzignano e addirittura di 23 la Lazio Colleferro. Nei playoff la corazzata di Velasco deve vedersela con il Pro Scicli, che nel turno preliminare elimina il Bisceglie di Capurso. I campioni d’Italia conquistano due successi, 5-1 e 5-3, e accedono in semifinale, come Lazio, Arzignano Grifo e Napoli, che hanno la meglio rispettivamente su Marca Trevigiana, CLT Terni e Montesilvano. A contendersi l’accesso alla finalissima sono Luparense e Lazio da una parte – riedizione della semifinale dell’anno precedente – e Arzignano e Napoli dall’altra. I Lupi si impongono sia in gara-1 (4-0) sia in gara-2 (4-3) e volano in finale, il TFL Arzignano piega l’ottimo Napoli gestendo in gara-2, conclusa sul 3-3, il successo ottenuto in trasferta (5-3) nella sfida d’apertura. Lo scudetto è dunque un affare riservato al Veneto e la Luparense ottiene il bis sfoderando due prestazioni quasi perfette: i Lupi di Velasco trionfano 6-2 sia al PalaTezze sia a San Martino di Lupari.

2008/09 - ANCORA LUPARENSE, MA L'ARZIGNANO E' UN OSSO DURO: VINCE LA COPPA ITALIA AI RIGORI E PERDE LA SEMIFINALE CON I LUPI A 5" DALLA SIRENA

La stagione del dopo Mondiali, partita il 25 ottobre, è all’insegna dell’equilibrio quasi esasperato. La Luparense chiude ancora una volta al primo posto la regular season, ma con gli stessi punti (55) del Montesilvano che precede soltanto grazie alla miglior differenza reti nei due scontri diretti (successo 5-2 in casa, sconfitta 2-1 in trasferta). La Marca Trevigiana centra il terzo posto con appena due punti di distacco, l’Arzignano Grifo vincitore della Coppa Italia (ai rigori proprio contro la Luparense) deve accontentarsi del quarto a 44 punti. Partono i playoff e i Lupi hanno la meglio sul Cagliari, che nella regular season si era concesso il lusso di vincere a Bassano. La squadra di Velasco si impone 2-0 in Sardegna e 4-1 davanti al pubblico amico e vola in semifinale, dove ad attenderla c’è l’Arzignano Grifo che si sbarazza del Bisceglie con due successi (5-4 in Puglia e 8-2 al PalaTezze). L’altra semifinale oppone la Marca Trevigiana, che piega solo dopo gara-3 il Napoli (con gol decisivo di Duarte ad appena 13 secondi dalla sirena), al Montesilvano, che batte il CLT Terni sia in Umbria (6-2) sia al PalaSenna (5-0). Il derby veneto, riedizione della finale scudetto della precedente stagione, dà vita a tre partite tiratissime ed emozionanti.

Finiscono tutte e tre in parità
, con i biancorossi – guidati in panchina da Solazzi dopo l’esonero di Polido – che riescono sempre a salvarsi nel finale: in gara-1 è un’autorete di Vampeta a 8’’ dalla fine a sancire il 2-2 finale, in gara-2 il portiere azzurro Feller annulla il vantaggio di Nuno al 36’40’’. Nella bella è il paraguaiano Chilavert, a 1’15’’ dalla sirena, a rendere necessari i supplementari. I rigori sembrano inevitabili, ma il guizzo del fuoriclasse Sandrinho a 5 secondi dalla fine manda in finale la Luparense. Palpitante anche la seconda semifinale, con il Montesilvano di Colini che la spunta solo a gara-3 grazie ai tiri dal dischettoNella finalissima la Luparense detta ancora legge, vincendo sia al Palasenna (3-1) sia a Bassano (2-0, reti nei quattro minuti finali di Honorio e Pellegrini). Velasco centra il terzo scudetto consecutivo e torna nella sua Spagna, è ormai l’allenatore più vincente nella storia del futsal italiano.

2009/10 - IL MONTESILVANO INTERROMPE L'EGEMONIA DELLA LUPARENSE GRAZIE A UN SUPER "COBRA" BORRUTO

L’era del post-Velasco, iniziata in panchina con lo spagnolo Fernandez e conclusa con il connazionale Sito Rivera, vede la Luparense chiudere al terzo posto la stagione regolare, alle spalle della Marca Futsal – protagonista di un sontuoso mercato che ha visto gli arrivi di BertoniFellerJonas e a dicembre di GranaMarcio e Amoroso – e del Montesilvano. Nei playoff i campioni d’Italia superano faticosamente ai quarti, solo dopo i rigori in gara-3, il Napoli Vesevo (sorprendente finalista della Final Eight di Coppa Italia), ma nel turno successivo si arrendono al Montesilvano di Colini, che vendica così la finale scudetto dell’anno precedente. I Lupi, forse anche stanchi per l’enorme sforzo profuso per centrare la Final Four di UEFA Futsal Cup, si impongono 3-1 in casa, ma nelle successive due sfide al PalaRoma vengono battuti prima 6-1 e poi 2-0. Il predominio della Marca nella stagione regolare, conquistato con il successo in Coppa Italia, inizia a sgretolarsi nei playoff.

I veneti di Ramiro Diaz eliminano ai quarti il Kaos Futsal con due successi di misura 3-2, in semifinale pareggiano tutte e tre le sfide con il sorprendente Bisceglie di Capurso (5-5, 3-3, 3-3) ma in gara-3 riescono a spuntarla 5-3 ai supplementari, con i guizzi di Marcio e Bertoni. La finale oppone dunque il Montesilvano alla Marca, con i favori del pronostico tutti per i veneti che possono giocare le due sfide decisive a Montebelluna davanti al pubblico amico. Montesilvano vince 3-1 in Abruzzo trascinato dalla doppietta diBorruto, dopo il botta e risposta tra Garcias e Duarte; il 4-1 della Marca in gara-2 (doppio BertoniCoco e Grana, dopo il momentaneo pareggio di Junior) rende necessaria la bella. La Marca va in vantaggio dopo 10 minuti con De Nichile, ma il Montesilvano sfodera la prestazione della vita e porta a casa lo scudetto imponendosi con un roboante 6-1: il “Cobra” Borruto, MVP delle finali, va a segno tre volte, la festa è completata dalla doppietta di Garcias e dal guizzo di capitan Forte.

2010/11 - PRIMO SCUDETTO PER LA MARCA, QUARTA COPPA ITALIA PER LA LAZIO. MA, SOPRATTUTTO, IL MONTESILVANO PRIMA ITALIANA SUL TETTO D'EUROPA

La prima volta della Marca Futsal: la stagione 2010/2011 si chiude allo stesso modo in cui si era aperta, con i trevigiani in festa. Dalla Supercoppa Italiana, vinta a Montesilvano, allo scudetto, conquistato a nove mesi e pochi chilometri di distanza, a Pescara: in mezzo, una cavalcata all'insegna dei record. Venti vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta nella regular season, a Bisceglie, con il primo posto già matematico: al comando di quella che si è dimostrata un’autentica corazzata, il portoghese Tiago Polido, tornato in Italia dopo la doppietta campionato-coppa con il Nacional Zagabria (Croazia). Pochi problemi, per la Marca, anche nei quarti di finale dei playoff, contro la sorpresa Promomedia Sport Five Putignano: tredici gol in due partite alla matricola pugliese (al primo anno di Serie A), e un biglietto per la semifinale più attesa, quella contro la Daf Chemi Montesilvano.

Quella squadra che un anno prima, proprio a Montebelluna, aveva spezzato i sogni scudetto del club veneto, e che da pochi giorni ha conquistato la UEFA Futsal Cup, ad Almaty (Kazakistan). Eccola, l’altra splendida novità di questa stagione: il primo trionfo di una squadra italiana nella competizione per club più importante del futsal continentale, anch’esso nato a settembre, con il Main Round giocato proprio nella città abruzzese, e cresciuto a novembre con l’Elite Round di Ekaterinburg, in Siberia, prima delle due vittorie a cavallo tra aprile e maggio contro Benfica e Sporting Lisbona, e del rientro trionfale in Italia, con la Coppa che ha fatto il giro di tutti gli eventi organizzati dalla Divisione Calcio a Cinque, pronta per essere mostrata con orgoglio dal presidente Antonio Iervolino. Ma in campionato è un’altra storia: al PalaRoma finisce 0-0, verdetto rimandato a gara-2. Addirittura cinque gol nel primo tempo, tre per la Marca, due per il Montesilvano, che pareggia in apertura di ripresa con Borruto. Con il 3-3 si andrebbe alla “bella”, ma Wilhelm e Bertoni fanno esplodere il PalaMazzalovo, regalando al club di Massimo Bello la seconda finale consecutiva e togliendo il tricolore dalle maglie della Daf. Da un’abruzzese all’altra, dal Montesilvano alla Ponzio Pescara, perchè dall’altra parte del tabellone c’è una mina vagante che continua a mietere vittime: dopo aver eliminato la Lazio nei quarti di finale, la squadra di Mario Patriarca fa il colpaccio anche a Bassano, sede delle gare interne dei playoff dell’Alter Ego Luparense, campione d’Italia tra il 2007 e il 2009 e costretta per la seconda stagione di fila ad abdicare in semifinale. 2-2 al PalaRigopiano, 4-3 per la Ponzio al PalaInfoPlus, e prima storica finale per la società di Guido D'Angelantonio

Per la prima volta, la sfida decisiva per lo scudetto si gioca al meglio delle cinque gare: si parte con gara-1 e gara-2 a Bassano, nell’impianto scelto anche dalla Marca per disputare le gare che valgono la gloria. Il copione è lo stesso: Patriarca va in vantaggio, Polido (squalificato per le prime tre finali dopo i fatti del post Marca-Montesilvano) vince. 4-3 in gara-1, 2-1 in gara-2, con tre gol di Duarte, che chiuderà i playoff da capocannoniere, a quota otto. Il duello si sposta al Pala Giovanni Paolo II di Pescara, con oltre 2500 tifosi pronti a spingere la Ponzio verso un’impresa che riesce a metà. I gol di PC e Velazquez allungano la serie, portandola alla quarta partita, dove lo strapotere della Marca produce un 7-1 senza appello. Decidono le doppiette di Patias (al secondo scudetto di fila, dopo quello vinto un anno fa con il Montesilvano) e Bertoni, a cui si aggiungono i gol di JonasNora e Feller. Pescara e il suo pubblico si alzano in piedi e applaudono la Marca Futsal, campione d’Italia.

2011/12 - IL RITORNO DELLA LUPARENSE E IL PRIMO TRIONFO DELL'ASTI

Tre anni dopo, riecco l’Alter Ego Luparense campione d’Italia. Lo scudetto resta in Veneto, ma passa da Castelfranco Veneto a San Martino di Lupari: la squadra di Fernandez torna sul trono dopo il ”triplete” conquistato tra il 2007 al 2009 con lo spagnolo Velasco in panchina. E’ un altro spagnolo, Julio Fernandez, a riportare il club del presidente Zarattini alla conquista del titolo, che premia la squadra più continua della stagione, nonostante una leadership messa seriamente in discussione nei playoff. Nella regular season, la Luparense è sempre al comando: inizia con un pareggio (4-4) in casa delKaos Futsal, ma in tutto il girone di andata perde soltanto altri tre punti (il 20 novembre, in casa con la Ponzio Pescara), vincendo anche in casa di MontesilvanoLazioMarca e Asti e consolidando il titolo di campione d'inverno. Dietro, intanto, è grande bagarre per la qualificazione alla Final Eight, con il Bisceglie che batte il Pescara nello scontro diretto dell’ultima giornata e si qualifica per la Coppa Italia, così come Luparense, Marca, Lazio, Asti Acqua Eva, Promomedia Sport Five Putignano, Montesilvano e Acqua&Sapone Fiderma. 

Nel girone di ritorno, si delinea la griglia dei playoff e dei playout: nella lotta allo scudetto, il Pescara (protagonista di una grande rimonta) prende il posto del Bisceglie, con Franco Gomme Venezia e Finplanet Fiumicino a giocarsi la salvezza (saranno i veneti a rimanere in A dopo i playout) e Kaos Futsal e Augusta retrocesse in A2. In mezzo, la Final Eight di Coppa Italia vinta dall’Asti Acqua Eva proprio ai danni della Luparense e il terzo posto della Marca Futsal alla Final Four di UEFA Futsal Cup a Lleida, in Spagna. 

A maggio, inizia lo spettacolo dei playoff: i verdetti dei quarti di finale rispecchiano la griglia di ingresso alla post season, con Marca, Lazio e Montesilvano che chiudono in due gare le serie contro Acqua&Sapone, Asti e Pescara. Alla Luparense, invece, servono tre partite per avere la meglio del Putignano, dopo la sconfitta in gara-1 a Martina Franca. In semifinale, due pareggi in gara-1, con Lazio e Marca da una parte e Montesilvano e Luparense dall’altra a dividersi la posta; le serie si spostano in Veneto, con i trevigiani campioni d’Italia che chiudono in gara-2, mentre il secondo 2-2 tra Lupi e abruzzesi porta la sfida alla “bella”, dove la Luparense vince 5-2 e raggiunge i “cugini” in un derby che promette scintille. 

E scintille saranno: tutta la serie di finale si gioca al PalaInfoplus di Bassano del Grappa, davanti al pubblico delle grandissime occasioni. Parte meglio la Marca, che in gara-1 va sotto ma rimonta con il gol di Wilhelm e la doppietta di Fogliae vince 3-1. Gara-2 sembra la fotocopia dei primi 40’, con la squadra di Polido avanti 3-1: la rimonta della Luparense, che porta la firma di Canal e Honorio, manda le squadre ai rigori, dove la precisione dei Lupi e le parate di Putano pareggiano la serie. Finisce ai calci di rigore anche gara-3, ma stavolta è la Marca a imporsi, dopo un altro 3-3 al termine dei tempi regolamentari e dopo un’altra rimonta, ancora da 1-3 a 3-3, portata a termine dai bianconeri. Gara-4 segna il primo match point per il bis tricolore della Marca ma, dopo il doppio vantaggio dei trevigiani, la Luparense vince 4-2 e rimanda il verdetto a gara-5. Dove la freschezza dei Lupi fa la differenza: sabato 16 giugno non c’è storia, con il 5-1 firmato da HonorioFortino,Vampeta (doppietta) e Canal.

2012/13 – LA LUPARENSE SFIORA LA TRIPLETTA, MA LO SCUDETTO TORNA SULLE MAGLIE DELLA MARCA FUTSAL

Stavolta, la finale scudetto tutta veneta dà ragione alla Marca Futsal. I trevigiani si “vendicano” della sconfitta dell’anno precedente e si aggiudicano il 30° tricolore della storia del calcio a 5 italiano. Per l’ottava volta negli ultimi dieci anni, il titolo resta in Veneto e, dopo due anni, torna sulle maglie dei trevigiani, che lo avevano vinto nel 2011 ai danni del Pescara e ceduto nel 2012 ai “cugini” dell’Alter Ego Luparense. Un trionfo inaspettato, stando almeno a quanto accaduto nella prima metà della stagione: prima le dimissioni del tecnico Tiago Polido, a poche ore dal debutto a Pescara, poi l’esonero  a inizio 2013 di Sylvio Rocha, arrivato quando sembrava a rischio addirittura la partecipazione della Marca alla Final Eight di Coppa Italia. La svolta, con Julio Fernandez in panchina: lo spagnolo, proprio lui, che con questo scudetto è diventato l’unico tecnico a laurearsi campione d’Italia per due anni di fila con due squadre diverse.

La stagione della Marca cambia radicalmente, nonostante il clamoroso 0-7 nella semifinale di Coppa Italia subito per mano della Cogianco Genzano: la Coppa, quest’anno giocata a Pescara dopo tre anni al PalaFabris, dà ragione alla Luparense (che a dicembre, ai rigori, aveva fatto sua anche laSupercoppa ai danni dell’Asti), in finale proprio sulla Cogianco Genzano, ma il sogno di Fulvio Colini di realizzare una storica tripletta si infrangerà in finale. Nel girone di ritorno, si delinea la griglia dei playoff con una sola novità rispetto al tabellone della Final Eight di Coppa Italia: fuori il Montesilvano, che a Pescara aveva inflitto l’unica sconfitta a un Asti che sembrava imbattibile, e dentro il Kaos Futsaldi Leopoldo Capurso, protagonista di una grande seconda metà di stagione. Retrocedono Sport Five Putignano AGSM Verona al termine della regular season, “accompagnate” in A2 dal Franco Gomme Venezia, che cede nei playout al Napoli. Nei quarti di finale dei playoff, passano soltanto due delle teste di serie: l’Asti, che si sbarazza del Pescara in due partite, e la Luparense, che fa lo stesso con il Kaos. Fuori, invece, entrambe le laziali: la Lazio, terza, dopo aver riequilibrato la serie in gara-2, cede in casa (3-6) all’Acqua&Sapone Fiderma, mentre la Cogianco Genzano (che aveva chiuso al quarto posto) viene eliminata dalla Marca.

Due pareggi in gara-1 delle semifinali: 4-4 tra Acqua&Sapone e Luparense, 2-2 tra Marca eAsti. Ma se i campioni in carica, al PalaBruel di Bassano, fanno valere il fattore campo vincendo 3-0 sugli abruzzesi diBellarte e conquistando la finale, la Marca fa il colpaccio al Pala San Quirico, lascia l’Asti a mani vuote e per il quarto anno di fila va a giocarsi lo scudetto. Rispetto a 12 mesi prima, la serie non si gioca tutta nello stesso palazzetto, ma in due impianti diversi: la Luparense sceglie Bassano, ma paga la stanchezza per i tanti impegni, UEFA Futsal Cup compresa: i Lupi non sfruttano il vantaggio del fattore campo, e perdono 3-2 la prima partita della serie (di BertoniJonas e Nora le reti della Marca). Il duello si sposta alla Zoppas Arena di Conegliano, sede scelta dal club bianconero per le proprie sfide casalinghe: la Marca chiude in tre partite, vincendo 5-3 la seconda gara e ancora 3-2 la terza, con il calcio di rigore realizzato da Jonas  a 1’47’’ che fa esplodere la festa. A sorpresa, ma meritata.

2013/14 – LA STAGIONE DEI RECORD: LUPARENSE NELLA STORIA, L'ITALIA SI LAUREA CAMPIONE D'EUROPA

Nella stagione 13-14, però, al secondo tentativo, la 
Luparense riesce nell'impresa di vincere il suo quinto scudetto, risultando la squadra più titolata d'Italia assieme alla gloriosa Roma Rcb. Ad entrare nella storia è anche il suo tecnico, Fulvio Colini, capace di vincere tre tricolori con altrettante squadre, proprio come Jesus Velasco. Eppure, nell'arco della stagione, il cammino dei Lupi è tutt'altro che in discesa. Nel girone di andata, complice una rosa ridotta, le cose non vanno per il verso giusto e non migliorano nemmeno dopo l'arrivo di BertoniFolladorNoraErcolessi e Morassi dalla Marca (retrocessa nel playout contro il Napoli). Da dicembre a marzo, il campionato viene frammentato per far posto alla prima fase della Winter Cup, l'assoluta novità della stagione, la Final Eight di Coppa Italia (vinta dall'Acqua&Sapone Emmegross) e il Campionato Europeo in Belgio, dove l'Italia si laurea campione per la seconda volta nella sua storia. 

Dopo la sconfitta all'esordio contro la 
Slovenia e con un piede e mezzo fuori dalla competizione, la Nazionale si qualifica ai quarti di finale rifilando una goleada all'Azerbaigian, poi supera brillantemente prima la Croazia e il Portogallo in semifinale. Nella finale giocata l'8 febbraio allo SportPaleis di Anversa, colorato in ogni ordine di posto da tricolori italiani, gli Azzurri trovano la temibile Russia, che viene battuta per 3-1 con le reti – tutte nel primo tempo - di capitan Lima (premiato con la Scarpa di Bronzo), Murilo e Giasson. Al rientro nel Belpaese, scoppia l'Italia-mania. Le TV, i media, i tifosi e gli appassionati di sport parlano di questa vittoria, a tal punto da attirare l'attenzione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che il 28 aprile incontra gli Azzurri a Palazzo ChigiAlla ripresa del campionato è un continuo di emozioni e colpi di scena. Giornata dopo giornata, la Luparense comincia a diventare sempre più una squadra, ma i Lupi devono ancora una volta arrendersi. Stavolta la sconfitta arriva nella nella Final Four di Winter Cup, dove vengono fatti fuori in semifinale dall'Asti, che si aggiudica il trofeo battendo 4-1 il Real Rieti (triplo Patias e De Oliveira).

La squadra di Colini chiude la regular season al quarto posto alle spalle di Kaos Futsal, Acqua&Sapone Emmegross e Asti. 
Nei playoff, però, è tutta un'altra musica. Nei quarti di finale, Asti e Luparense mantengono i pronostici contro LC Solito Martina e Real Rieti, la Lazio – a sorpresa – elimina il Kaos Futsal, mentre all'Acqua&Sapone serve gara-3 per far fuori i “cugini” del Pescara. Nelle semifinali, i Lupi vincono 4-2 in casa contro l'Asti ed escono indenni dal Pala San Quirico (5-5), conquistando così la finale contro l'Acqua&Sapone, che ribalta la sconfitta in gara-1 e batte la Lazio col risultato di 5-3. 

Nella finale, la Luparense si presenta a gara-4 in vantaggio 2-1 nella serie scudetto e con il 
primo match point a disposizione. Al PalaRoma di Montesilvano, i tempi regolamentari si chiudono sul 2-2 (in gol Murilo e Coco Schmitt da una parte, doppietta di Bertoni dall'altra), poi i rigori sorridono ai padroni di casa. L'eroe di giornata è il giovane portiere Montefalcone, subentrato a Mammarella per ipnotizzare gli avversari dal dischetto: Honorio e Bertoni sbattono contro il muro eretto dal numero 1, Coco Schmitt fa gol e manda in estasi 3000 spettatori. Ma per lo scudetto della Luparense è questione di poche ore, esattamente 48 più tardi: in diretta streaming sul sito della Divisione (40 mila riproduzioni e 35 mila accessi in simultanea), i Lupi mettono ko l'Acqua&Sapone con la tripletta di Canal e la doppietta di Waltinho. Così facendo, Nora e Honorio si cuciono addosso il quinto scudetto della loro carriera in Italia.

È la stagione dei record e delle sorprese, una stagione da Campioni d'Europa.

2014/15
 – IL TRICOLORE TORNA IN ABRUZZO: PRIMO TRIONFO DEL PESCARA. ALL'ASTI GLI ALTRI TROFEI

Cinque anni dopo il trionfo del Montesilvano, è il Pescara a riportare il tricolore in Abruzzo. E per la società del presidente Fabrizio Iannascoli è il primo trionfo assoluto: mai, prima dell'11 giugno, il Pescara aveva alzato un trofeo nella sua storia. Ci era andata vicina in due occasioni nel 2015, ma entrambe le volte (Winter Cup e Coppa Italia) era stato l'Asti a privare i biancazzurri della vittoria. Per provare a vincere dopo aver sfiorato lo scudetto nel 2011, a Pescara arrivano il tecnico (Fulvio Colini) e diversi giocatori (Ercolessi, Caputo, Canal): a chiudere il girone d'andata al primo posto è però la sorprendente Lazio che, nonostante la totale rifondazione (tecnica e societaria) estiva, riesce a reggere il passo delle grandi. Solo ottava, al giro di boa, l'Acqua&Sapone Emmegross vincitrice della Coppa Italia 2013/14, che ha comunque modo di "rifarsi" nella Supercoppa Italiana AGLA giocata a novembre al PalaBruel di Bassano. Un 6-1 alla Luparense, quello dei nerazzurri di Bellarte, che non lascia spazio a repliche e regala il secondo trofeo del 2014 al club abruzzese. 

Se novembre è il mese della Supercoppa, dicembre e gennaio sono quelli della Winter Cup: formula più snella e più breve rispetto a quella della passata stagione, Final Four in casa dei detentori del trofeo dell'Asti. Gli Orange di Tiago Polido superano il Kaos Futsal in semifinale e approdano alla sfida decisiva contro il Pescara, vincitore dell'altra semifinale contro i "cugini" dell'Acqua&Sapone. La coppa si decide ai rigori: dopo l'1-1 di tempi regolamentari e supplementari (gol di Wilhelm e Rogerio), è decisivo l'errore di Nicolodi. Poco più di un mese dopo, Pescara e Asti si ritrovano in finale anche in Coppa Italia, stavolta in casa degli abruzzesi, che eliminano nei quarti il Kaos Futsal e in semifinale la Luparense grazie alle parate di Lorenzo Pietrangelo, schierato solo per i rigori da Colini. L'Asti, invece, supera Acqua&Sapone e Lazio. La finale è bellissima e si decide a un passo dai rigori: il gol di Fortino regala il trofeo per la seconda volta agli Orange, tre anni dopo il successo di Bassano. 

A fine marzo, la Nazionale maschile affronta l'unico appuntamento ufficiale della stagione, il Main Round di qualificazione a Euro 2016, che arriva dopo i test contro Norvegia (a settembre), Olanda e Polonia (a dicembre), Repubblica Ceca (a gennaio) e dopo la Futsal Continental Cup giocata in Kuwait a ottobre. Percorso netto, a Krosno, per gli azzurri di Menichelli, che battono Finlandia, Bielorussia e Polonia e staccano il biglietto per Belgrado, dove a febbraio 2016 l'Italia difenderà il titolo vinto due anni fa ad Anversa. 

Poi, di nuovo spazio al campionato con i playoff, che registrano subito la clamorosa eliminazione dell'Asti, che cede in tre gare al Kaos Futsal. Serve la bella anche al Pescara (battuto in gara-1 dalla Rapidoo Latina) e Acqua&Sapone (per eliminare il Rieti), mentre l'unica a chiudere in due partite è la Luparense, che batte la Lazio. Derby abruzzese in semifinale ma, a differenza dei quarti 2014, è il Pescara a spuntarla, in due partite; il Kaos di Capurso, invece, prosegue il suo meraviglioso cammino nei playoff andandosi a prendere la prima finale della storia in casa della Luparense campione d'Italia. Gli emiliani vincono gara-1 a Ferrara, perdono gara-2 a San Martino di Lupari (dove nel frattempo la squadra di Fernandez, subentrato a Musti dopo l'eliminazione dalla Uefa Futsal Cup e il k.o. in Supercoppa) ma trovano la forza di imporsi 5-3 nella "bella".

La finale si apre al Pala Giovanni Paolo II, dove il Pescara vince 5-3, piazzando il "break" in gara-2 al Pala Hilton Pharma (4-3). Il primo match point, sempre in casa del Kaos, il Pescara lo spreca ai rigori, sbagliando prima con Rogerio poi con Salas i tiri che avrebbero emesso la sentenza; è invece Timm a ipnotizzare Morgado, rimandando il verdetto a gara-4. E' l'11 giugno il giorno più bello della storia del Pescara, ancora ai rigori: in un Pala Giovanni Paolo II stracolmo, stavolta Rogerio non fallisce, scatenando la festa degli abruzzesi. Colini diventa il primo tecnico nella storia del futsal italiano a vincere lo scudetto su quattro panchine diverse: Roma Rcb, Montesilvano, Luparense e ora il Pescara. Festeggiano anche Carlisport Cogianco (Under 21) e Ternana IBL Banca (Serie A femminile); festeggia tutta l'Italia nella #nottemagica. Perché la stagione 2014/2015 porta in dote una Nazionale femminile che batte per due volte l'Ungheria in 48 ore e promette di crescere ancora.

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