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11/10/2016 A scuola di Futsal

Tenderini e Fortini come esempi, ma dietro c'è un intero movimento di vivai italiani in crescita

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L’edizione del Corriere dello sport di lunedì 10 ottobre ha dedicato un focus ai giovani che si sono messi in mostra durante la prima giornata del campionato di Serie A. “Esordire così è il sogno di ogni bambino che inizia a giocare a futsal, oggi sono il ragazzo più felice del mondo”. Parole pronunciate da Alvise Tenderini, prodotto di uno dei migliori settori giovanili d'Italia, quello della Fenice Veneziamestre e che, all’esordio in Serie A con la maglia del Pescara, ha segnato una doppietta decisiva per la vittoria sulla Lazio. Nella stessa gara, quella del PalaGems, è andato a segno un altro classe ‘96, Giuliano Fortini, ma storia diversa da quella di Tenderini: fino a 17 anni, Fortini giocava in Serie D (nell’Old Style Futsal), tre anni dopo si è ritrovato a Cavalese nell’ultimo raduno della Nazionale maggiore in vista del Mondiale di Colombia, passando per la rappresentativa Allievi del Lazio, per il Futsal Camp fino alla chiamata della Lazio. 

Ma Fortini e Tenderini (il Pescara, dalla Fenice dopo l’esperienza ad Asti, ha prelevato quest'estate anche il ’95 Giacomo Azzoni) sono soltanto la punta dell’iceberg di un gruppo sempre più numeroso 
di giovani provenienti dai vivai italiani che si sono resi protagonisti in questo inizio di stagione. In Serie A, come nelle altre categorie nazionali: nella Cioli Cogianco che ha pareggiato sul campo dell’Acqua&Sapone Unigross, c’è stato l’esordio del classe ’98 Michal Raubo, prodotto del vivaio della Mirafin, club neopromosso in Serie B e, nella stessa partita, Fuentes ha schierato il ’96 Rocchigiani (ex Montesilvano). Ma le panchine erano piene di giovani: nella Cioli, il ’98 Bertolini e il ’99 Pirrocco (che già lo scorso anno ha debuttato in B con la Capitolina Marconi), nell’Acqua&Sapone Rucco, Canale e un altro ’99, Alessandro Aiello, anche lui con alle spalle già il debutto in prima squadra, in A2 con la Golden Eagle Partenope. E ancora: nel quintetto iniziale del Pescara c’era il siciliano Giovanni Pulvirenti, classe '96 (cresciuto nell’Acireale e passato anche per la Cogianco), nella Lollo Caffè Napoli a referto il '97 Claudio Virenti e  il '98 Antonio Molaro (entrambe già con numerose presenze in Serie A), nel Kaos Loris Di Guida (classe '96), nella Came Dosson, un altro '96, Alvise Rosso, questi ultimi due campioni d’Italia Allievi con la Marca nel 2013. Nel Latina, gioca infine il portiere Maurizio Landucci, vice di Chinchio ma già impiegato in A da Basile. 


Segno questo che il Made in Italy piace eccome, ma anche la testimonianza di un lavoro che sta dando i suoi frutti. Un lavoro delle società, che formano talenti per le prime squadre a partire dall’attività di base, dei tecnici delle prime squadre che dimostrano sempre più fiducia nei giovani talenti e dei progetti istituiti dalla Divisione Calcio a cinque (con la collaborazione del Settore Giovanile e Scolastico della Figc) per la valorizzazione dei settori giovanili: Io Calcio a 5 e il Futsal Camp, che non si esaurisce soltanto nei raduni organizzati durante l’anno (e attraverso i quali passano i migliori talenti) ma è soprattutto un programma di sviluppo che monitora costantemente l’andamento della crescita dei giovani per supportare tutte le società
, anche quelle regionali, nel miglioramento tecnico degli atleti. Tutti ragazzi che stanno debuttando con i grandi, non solo in Serie A, ma anche nelle categorie inferiori: sabato, per fare un esempio, in Serie B il Villorba ha tenuto in campo contemporaneamente quattro Under 18 passati per il Futsal Camp e le rappresentative regionali (Venier e De Vivo, classe '98, Zornetta e Bortolini classe '99). Altri nomi: Fabio Iurmanò (’96, Aosta, A2), Stefano Pellegrino (’97, Aosta, A2), Enrico Pettinari (2001, Aosta, in gol nella Supercoppa Under 21), Luca Vezzani (’96, titolare con il F.lli Bari in A2), Alessio Di Eugenio (’98, Olimpus Roma, A2), Emanuele Leandri (’99, Capitolina Marconi, gol in A2 all’esordio), Marco Marletta (’97, Catania, A2, già leader della sua squadra), Nicolò Baron, classe '96, capitano della Nazionale Under 21, con un'esperienza in Nazionale maggiore e passato di recente alla Block Stem Cisternino (A2, due gol in due partite). La lista è lunghissima, anche in Serie B e nelle categorie regionali: tra gli altri, da segnalare la promozione a titolare di Luca Cafagna (’98) in B con la MyGlass Cld Carmagnola, il primo gol di Nicolò Bortolini (’99) in B con il Villorba (lo stesso è accaduto al ‘97 Carlo Quaglietta con il Marigliano), la doppietta di Thomas Grigolato (’97) in Cornedo-Miti Vicinalis e il debutto di Michele Podda, classe 2000, con il Leonardo e prelevato questa estate dal Villaspeciosa.


Tanti esempi di come i settori giovanili siano in grado di rappresentare un bacino importante per le prime squadre. Nell'anno di partenza del progetto "Io Calcio a 5", il 2009, infatti, le scuole di calcio a 5 riconosciute erano soltanto sei, oggi sono circa 300: molte, inoltre, stanno istituendo collaborazioni con gli Istituti Scolastici, il nuovo input dato dalla Divisione alle società di futsal, tramite il progetto “A Scuola di Futsal”.

Attraverso le visionature costanti delle gare giovanili e di prime squadre, non si è creato solo un database dei migliori prospetti dei vivai italiani dai 13 ai 18 anni, ma si è sviluppata soprattutto una collaborazione costante fra lo staff tecnico e medico del futsal camp e i tecnici delle squadre giovanili come mezzo di supporto alle società, regionali e nazionali: il tutto, per conseguire il migliore sviluppo possibile dei giovani talenti dei vivai italiani. E chissà che tra qualche settimana non ci sia bisogno di parlare di altri Tenderini e Fortini…





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