Divisione Calcio a 5 Official Website Stagione 2016-2017
Storia

Storia

La storia azzurra prende il via il 10 novembre del 1984, quando ad Hengelhoff (Paesi Bassi) l'Italia gioca (e vince per 4-0) contro l'Olanda la sua prima gara ufficiale. Alla guida di quella Nazionale c'è Enzo Trombetta, che prima di assumere la carica di Commissario Tecnico aveva guidato la storica formazione romana della Tevere Remo.

Trombetta (che successivamente allenò Avezzano, Pomezia e Brillante) rimane in carica fino al 12 gennaio del 1989, quando chiude la sua avventura azzurra con il sesto posto finale al Mondiale olandese (vinto dal Brasile). Per lui 37 partite ufficiali (16 successi, quattro pareggi e 17 sconfitte, con 87 gol fatti e altrettanti subiti) e la storica vittoria sul Brasile (2-1) del 18 novembre del 1986. È il torneo Fifa di Budapest e l'Italia fa la sua prima grande apparizione internazionale, centrando l'unico successo conquistato fino ad oggi contro i tre volte campioni del mondo.

Dal 7 maggio del 1990 la panchina azzurra viene invece affidata a Carlo Facchin, un passato da calciatore professionista con le maglie di Catania, Torino e Vicenza (sette tornei di serie A, con un totale di 167 presenze e 44 goal) e di allenatore con Siracusa, Modena, Casertana e Venezia. Facchin, che aveva ottenuto la nomina a istruttore federale nel 1987 a Coverciano, resta alla guida della Nazionale per sole nove gare, in cui centra 4 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta (nel suo esordio contro la Spagna, giocato al nuovissimo palazzetto di Ostia Lido).

Dal 10 ottobre del 1991 l'incarico di Commissario Tecnico passa invece a Vasco Tagliavini (nove campionati da calciatore con le maglie di Inter, Udinese, Foggia e Spal e un ventennio sulle panchine di calcio di serie C1, C2 e D). Il primo test Tagliavini lo ha nel torneo di Jesi, ma soprattutto alle qualificazioni di Acireale per i Mondiali di Hong Kong. Conquistato in maniera a dir poco sofferta il tagliando per il viaggio in Asia, Tagliavini dice poi addio all'Italia proprio con il torneo di Hong Kong, dove nel novembre del 1992 gli azzurri sono addirittura eliminati al primo turno, concludendo la kermesse internazionale all'undicesimo posto. Tagliavini lascia l'Italia dopo 15 partite, con sei vittorie, un pareggio e ben 8 sconfitte.

1994 - Alla guida della Nazionale torna Facchin


A guidare gli azzurri viene quindi richiamato Carlo Facchin, con il compito soprattutto di rilanciare la squadra e ridare una veste degna della propria storia al Team Italia. I primi approcci di questa sua seconda avventura in azzurro non sono entusiasmanti (tre sconfitte nelle prime cinque partite), ma già nel marzo del 1994 arriva un trionfo atteso da anni: a Milano l'Italia vince il Mundialito, mettendo in fila Spagna, Croazia, Ungheria, Polonia e Giappone.

Torna così l'entusiasmo e un anno dopo gli azzurri sfiorano il bis a Rio de Janeiro, dovendosi però arrendere in finale al Brasile. Nel maggio del 1995 arriva invece la vittoria nel Quattro Nazioni di Genk (Belgio), mentre nell'ottobre dello stesso anno l'Italia centra a Torino la qualificazione alla seconda edizione dei Mondiali.

Il 1996 diviene così un anno di grandissima attesa, con la prima edizione (sperimentale) degli Europei e i Mondiali spagnoli. All'appuntamento continentale di Cordoba (Spagna) l'Italia arriva però quarta, cedendo in semifinale alla Spagna e arrendendosi nella finalina di consolazione al Belgio (ai tempi supplementari). Al Mondiale spagnolo gli azzurri si devono invece arrendere nella seconda fase a Spagna e Russia, giungendo alla fine quinti. Tra i due eventi, la vittoria consolatrice del Quattro Nazioni di Padova, contro Croazia e Olanda. In tutto, per questo Facchin II, ci furono 34 vittorie, 7 pareggi e 11 sconfitte.

1997 - L'arrivo del presidente Tonelli, di Nuccorini e il primo Europeo Uefa

Nel maggio del 1997 la svolta: Fabrizio Tonelli succede a Marcello de Luca Tamajo e diventa il nuovo Presidente della Divisione Calcio a Cinque, il primo eletto direttamente dalle società del nostro movimento. Il primo passo di Tonelli, due mesi dopo, è quello di affidare la panchina azzurra al trentatreenne Alessandro Nuccorini, l'allenatore che fino ad allora aveva vinto più di tutti in Italia (un titolo nazionale e due Coppa Italia di categoria con il Villa Aurelia Juniores; due scudetti e cinque Coppa Italia con il Torrino). Il nuovo Commissario Tecnico fa il suo esordio a Prato il 25 ottobre del 1997, superando in amichevole l'Ungheria per 6-2 e cerca subito di portare in azzurro una mentalità nuova, volta ad imporre il proprio gioco e la propria personalità di squadra.

Le difficoltà non mancano, così come le delusioni, a volte anche cocenti. Il battesimo del fuoco è nel febbraio del 1999, quando a Granada (Spagna) va in scena il primo Europeo ufficiale sotto l'egida dell'Uefa. L'Italia chiude il girone eliminatorio con una vittoria e due pari, ma poi si deve arrendere in semifinale (3-1) ai padroni di casa della Spagna, conquistando però la medaglia di bronzo nella finale di consolazione con l'Olanda. È il risultato migliore della storia azzurra e il domani sembra più che roseo. A dicembre dello stesso anno gli azzurri sfiorano il trionfo al Tiger's Five di Singapore, dove si arrendono solo al Brasile (3-2 in finale).

Il destino, beffardo, è però dietro l'angolo e un mese dopo regala a Nuccorini la prima delle due sue grandi delusioni azzurre. A Paços de Ferreira (Portogallo) gli azzurri vengono infatti eliminati dalle qualificazioni ai Mondiali di Guatemala 2000, ma sul match decisivo (Portogallo-Italia 3-3) c'è l'ombra del giallo. Il portiere lusitano França negli ultimi due minuti sposta continuamente la propria porta, in modo di chiudere lo specchio di tiro all'Italia che cerca disperatamente il gol qualificazione.

Lo sconforto è tanto, ma Nuccorini si rialza e riprende a lavorare. Immediata arriva la vittoria nel Quattro Nazioni di Seraing (Belgio) contro avversarie del calibro di Russia e Spagna. Poco dopo, però, giunge anche la seconda tremenda delusione: gli Europei di Mosca. L'Italia arriva in Russia consapevole della sua forza e lo dimostra vincendo tutte e tre le partite del girone di qualificazione (superando anche i padroni di casa). In semifinale si deve però arrendere ad un'Ucraina fortemente ostruzionistica e capace di speculare su ogni minimo errore degli avversari. A tradire gli azzurri, alla fine quarti, questa volta sono i calci di rigore, ma mai come in Russia l'Italia si è sentita vicina alla grande vittoria.

Richiuso ancora una volta il cassetto dei sogni e dei desideri, la Nazionale torna a lavorare con una convinzione: ormai il gap con le primissime della classe si è assottigliato e oggi nell'élite del calcio a 5 mondiale c'è anche l'Italia. Al Mundialito di Reggio Calabria arriva un altro secondo posto, proprio come nella Pyramids Cup in Egitto. In entrambe le occasioni a togliere il sorriso agli azzurri è per l'ennesima volta il Brasile. L'Italia però c'è e a gennaio di quest'anno va in Iran per giocare davanti a 15.000 persone ed entusiasmare un popolo che vive di sport. Il resto è storia recente ed un sogno che si chiama Europeo.

2003 - L'Italia diventa Campione d'Europa

La Nazionale arriva alla competizione di Caserta ed Aversa tra l'entusiasmo generale ed alla fine si laurea campione d'Europa vincendo cinque gare su cinque. Un autentico trionfo, con 11 gol fatti e soli tre subiti. Sotto i colpi degli azzurri vanno ko prima Slovenia (2-1), Repubblica Ceka (5-1) e Russia. Poi, in semifinale, il capolavoro contro la Spagna (2-1, con doppietta di Adriano Foglia) e la ciliegina della torta: la finale con l'Ucraina, vinta (1-) davanti ad un Palamaggiò gremito con oltre 8.000 persone e grazie ad un gol su punizione di Vinicio Bacaro nella ripresa. È l'apoteosi, per un successo che dà lustro a tutto il calcio a 5 italiano.

Nove mesi più tardi a Montesilvano inizia l’avventura delle qualificazioni per i mondiali di Taipei. Proprio in Oriente gli azzurri conquistano un altro posto nei massimi vertici del futsal mondiale. La marcia inizia con gli USA (6-3) e prosegue con Giappone (4-0), Paraguay (4-2) e Portogallo (0-0). Nell’ultimo turno del girone anche la Spagna cade sotto i colpi di Zanetti e Bacaro (3-2) prima di affrontare e battere la Repubblica Ceca nei quarti (3-0). In semifinale tocca all’Argentina capitolare di fronte alla colonna azzurra in una gara avvincente e ricca di gol (7-4). Solo la Spagna in finale frena le ambizioni della Nazionale Italiana dopo una match teso e pieno di emozioni. Nuccorini e Co. si laureano vice campioni del mondo consacrando l’Italia come una delle più belle realtà del calcio a 5. L’avventura della nazionale non è finita. Pronti via e due mesi più tardi partono di nuovo gli Europei di Ostrava (Repubblica Ceca) dove l’Italia si presenta da campione in carica e da vice-campione del mondo. La nazionale trova il risultato anche qui conquistando il terzo gradino del podio, sconfiggendo l’Ucraina nella finale per il 3° e 4° posto. Il cammino è duro ma con grandi soddisfazioni battendo Portogallo, Ungheria e la Spagna. In semifinale una sorprendente Russia ci nega l’accesso alla finale ed un remake del Mondiale con la Spagna che conquista anche la vetta d’Europa.

Ad Oporto, in Portogallo, due anni dopo l’Italia si presentò ancora una volta tra le favorite ed il cammino che portò alla finale contro gli iberici fu perfetto. In semifinale gli azzurri presero la rivincita con la Russia e guardarono con ottimismo al match clou. Ma la Spagna alzò un muro difensivo imponente e fu letale sotto porta con Daniel e Javi Rodriguez.

2008 - Termina l'era di Nuccorini e inizia quella di Menichelli

Anche in Brasile, nel mondiale del 2008, la selezione di José Venancio Lopez si confermò bestia nera per la nostra Nazionale che vide svanire il sogno della seconda finale consecutiva in una coppa del mondo, dopo quella persa sempre con la Spagna a Taipei nel 2004, proprio sulla sirena con un autogol di Foglia nel tentativo di salvare sulla linea.
Quell’istante chiuse di fatto i dodici anni di Nuccorini Ct che passò il testimone al progetto di rilancio con Roberto Menichelli al timone. La Nazionale di calcio a 5 viaggia verso un nuovo corso. Partita dopo il mondiale disputato in Brasile nel 2008, l’era del Ct Roberto Menichelli ha aperto nuovi orizzonti puntando forte sul vivaio azzurro e sulla costruzione di un gruppo che possa crescere in prospettiva futura. Insieme a Brasile e Spagna, l’Italfutsal è sempre stata ai vertici del calcio a 5 mondiale. Una squadra giovane affiancata da un gruppo di senatori come Grana, Bertoni, Feller e Forte nel ruolo di integratori del gruppo. Ad Euro 2010, a Debrecen in Ungheria, Cristian Rizzo, con i suoi 18 anni, entrò nella storia come il giocatore più giovane di sempre a far parte del torneo continentale. Con lui anche Stefano Mammarella, portiere abruzzese designato dallo stesso Feller come suo erede tra i pali, e Sergio Romano, talento cresciuto nella Nazionale under 21. Per un totale di 28 esordi, un record assoluto per la maglia azzurra del calcio a 5. L’eliminazione ai quarti contro la Repubblica Ceca, scaturita dopo i calci di rigore, fu solo il primo passo verso una crescita di un gruppo in cerca di esperienza in giro per il mondo.

La nuova stagione si apre con i due test a Chieti contro la nazionale cinese. Roberto Menichelli prova qualche nuovo elemento (Vitale, Del Ferraro, Androni) e le due gare finiscono entrambe in goleada per gli azzurri, che vincono 8-1 e 13-1. A ottobre l’Italfutsal vola in Brasile per partecipare al prestigioso Torneo Grand Prix, una sorta di piccolo mondiale visto che vi partecipano tutte le squadre più forti. Malgrado la sconfitta contro il Paraguay, gli azzurri passano la prima fase ma ai quarti si inchinano al Brasile padrone di casa, che si impone 6-1. La manifestazione si conclude comunque con un lusinghiero quinto posto per l’Italia, che prima supera 4-2 la Repubblica Ceca “vendicandosi” del ko a Ungheria 2010 e poi travolge 3-0 il Portogallo vice campione d’Europa. Dicembre è il mese delle due prestigiose sfide alla Spagna, campione d’Europa in carica e vincitrice del Grand Prix. Si va in Campania e in un PalaBarbuto di Napoli gremito in ogni ordine di posto – quasi 4mila gli spettatori presenti – gli azzurri conquistano un lusinghiero 2-2: la squadra di Menichelli dimostra grande carattere e rimonta due volte il vantaggio delle Furie Rosse di José Venancio Lopez, con i gol di Vampeta e Patias.  Il giorno successivo, al PalaJacazzi di Aversa, l’Italia è invece sfortunata: Fortino risponde alla rete realizzata dagli iberici, che alla fine si impongo 4-1 con i ragazzi di Menichelli protesi in avanti con il portiere di movimento. Nel primo appuntamento dell’anno nuovo, l’Italfutsal fa le prove generali per le qualificazioni agli europei ospitando in Sardegna la temibile Serbia. Al PalaBeethoven di Quartu Sant’Elena gli azzurri vanno sotto, ma una doppietta dell’ispirato Patias li trascina a un successo in rimonta; il giorno dopo i ragazzi di Menichelli si ripetono, piegando 2-0 gli avversari con le reti di Fortino e Cavinato. Febbraio è il mese della spedizione azzurra a Lasko, città termale della Slovenia, dove è in programma il girone di qualificazione a Croazia 2012: Lettonia, Bosnia Erzegovina e Slovenia padrona di casa le avversarie. La nazionale ottiene tre convincenti vittorie, realizzando 12 reti e incassandone appena 1: gli azzurri timbrano così nel migliore dei modi il passaporto per la qualificazione agli europei. L’impegno che conclude la stagione va in scena proprio in Croazia, a Porec, dove è in programma la Three Nations Cup. L’Italfutsal sconfigge con un eloquente 4-1 la squadra padrona di casa: Nicolodi e Vampeta aprono e chiudono il conto, in mezzo c’è la doppietta di Fortino. Due giorni dopo è grande calcio a cinque con la sfida alla temibile Argentina, che si rivela un ostacolo particolarmente duro: la squadra di Menichelli rischia la sconfitta, ma Cavinato agguanta il 5-5 a due secondi dalla fine.

2012 - L'Italia del rinnovamento torna sul podio europeo

Dieci vittorie, tre pareggi e una sconfitta. Un brillante terzo posto agli Europei, una qualificazione al Mondiale di Thailandia timbrata con un filotto di successi. Dire che per la nazionale quella 2011/12 è stata una stagione positiva è riduttivo: il lavoro intrapreso ormai tre anni or sono dal Ct Roberto Menichelli continua a portare frutti.
Il cammino inizia a settembre, con due amichevoli ad Asti. In un Pala San Quirico vestito a festa l’Italia sfida in due amichevoli il Giappone guidato dallo spagnolo Miguel Rodrigo: nel primo test match arriva un roboante 7-0 (tripletta per Fortino e doppietta per Forte), il giorno successivo gli azzurri si impongono 3-1 con i centri di Patias (rigore), Vampeta e Cavinato.

Un mese dopo un appuntamento affascinante e impegnativo in casa del Portogallo vice campione d’Europa, che ha in organico un’icona del futsal  mondiale come Ricardinho. I lusitani di Jorge Braz sono imbattuti da tredici partiti, ma nella loro storia non hanno mai vinto contro l’Italia. A Gondomar la sfida inizia in salita per la nazionale di Menichelli, costretta a inseguire per il gol di Cardinal; a poco più di tre minuti dalla fine, però, Vampeta sigla il meritato 1-1. Risultato con cui termina anche la sfida del giorno successivo a Matosinhos, dove gli azzurri segnano per primi con Fortino ma sono ripresi da João Matos.

A dicembre arriva il primo appuntamento “che conta”: in Sicilia, a Caltanissetta, l’Italia ospita il Main Round che mette in palio due posti per gli spareggi ai Mondiali, in programma nel novembre 2012 in Thailandia. Si qualificano le prime due del girone (Polonia, Bulgaria e Romania le avversarie), ma è importante arrivare primi per affrontare un’avversaria (sulla carta) più debole e giocare il ritorno in casa. Il Paracarelli è un “catino” che ribolle di amore e passione per la nazionale, che non stecca. Tutt’altro. Nella prima sfida un immenso Honorio (tripletta per lui) trascina l’Italia al successo 5-2 contro la Polonia, la seconda gara è un festival del gol contro la malcapitata Bulgaria: finisce 10-1, segnano quasi tutti i giocatori in distinta ma è la serata di Torcivia, siciliano “doc” che realizza una doppietta, e Leggiero, che “bagna” il suo esordio con un bel gol. Dopo la giornata di riposo, arriva l’incontro con la Romania, l’ostacolo più insidioso: per vincere il Main Round basterebbe un pareggio, vista la miglior differenza reti, ma l’Italia non si accontenta e piega 4-2 un’avversaria molto valida, ben allenata dallo spagnolo Sito Rivera. La mezza rovesciata di Fortino, che regala il vantaggio alla nazionale di Menichelli, è probabilmente il gol della stagione, Patias, Vampeta e capitan Forte vanificano la doppietta di Stoica.
Tre partite che rafforzano le certezze di Menichelli e del suo gruppo, che a febbraio si presentano all’Europeo in Croazia determinati a riscattare la cocente delusione dell’eliminazione ai quarti di due anni prima in Ungheria.

Il debutto nel Gruppo C, il 1 febbraio, è contro l’esordiente Turchia: l’avvio è in salita visto che dopo meno di due minuti Yasin, con un tocco di precisione, beffa Mammarella e porta in vantaggio i nostri avversari. Una doppietta di un ispirato Ippoliti e il sigillo di Lima sanciscono la rimonta e consentono all’Italia di partire con il piede giusto. Il 5-0 della Russia sulla Turchia obbliga gli azzurri a battere la squadra di Skorovich per vincere il girone, restare a Spalato e sfidare una seconda classificata nei quarti. Alla Spaladium Arena, però, Forte e compagni sono sotto di due reti all’intervallo. Nella ripresa arriva la reazione: Lima, in panchina tutto il primo tempo perché diffidato, accorcia subito le distanze, poi Fortino trova il 2-2. L’Italia inserisce il portiere di movimento per vincere la sfida, ma finisce in parità. Menichelli e i suoi ragazzi devono trasferirsi a Zagabria prima del previsto, per affrontare il temibile Portogallo. Nei quarti la squadra tira fuori il meglio di sé ed elimina i vice campioni d’Europa con un 3-1 che non ammette repliche: Saad propizia l’autorete che porta avanti gli azzurri e firma il 2-1 dopo il momentaneo pari di Ricardinho, poi Patias realizza il gol della sicurezza con i lusitani schierati con il portiere di movimento. L’Italia torna tra le prime quattro d’Europa, tra lei e la finale c’è la corazzata Spagna vincitrice di quattro delle sei precedenti edizioni. Lima ha una grande opportunità in apertura, ma il gol di Aicardo regala alle Furie Rosse la vittoria di misura che consentirà alla nazionale di Venancio Lopez di confermare il titolo contro la Russia. L’Italia, nella finale per il terzo posto contro la Croazia padrona di casa, si impone 3-1 (Saad, Honorio e Mammarella) e sale sul podio: un risultato più che lusinghiero.

Dopo l’Europeo, la nazionale è chiamata a completare l’opera per qualificarsi al Mondiale. Gli azzurri devono vedersela con l’emergente Norvegia, squadra formata da meno di due anni e che in occasione dell’andata gioca per la prima volta nella sua storia in casa: l’Italia però non fa sconti e porta a casa un perentorio 5-0 (Vampeta, Vampeta, Patias, Lima e Fortino) che blinda il viaggio verso la Thailandia. Nel ritorno gli azzurri peccano un po’ di concretezza, ma conquistano comunque un confortante 2-0 che regala una bella serata al pubblico di Conversano, accorso in massa a gremire le tribune del Pala San Giacomo. I gol che portano l’Italia al Mondiale (1-19 novembre 2012) portano la firma di Saad e capitan Forte.

2013 - E' l'anno del podio al Mondiale in Thailandia, dopo l'epica gara con il Portogallo nei quarti di finale

Consolidamento. Può essere riassunta con questo sostantivo la stagione 2012/13 della nazionale italiana di futsal. Che dopo aver conquistato il terzo posto all’Europeo in Croazia, si è ripetuta nove mesi dopo al Mondiale in Thailandia.

L’anno si apre con le due amichevoli contro la temibile Serbia al Palacesaroni, che segnano il ritorno a Genzano di Roma degli Azzurri dopo 14 anni. Gara 1 finisce 2-1 per la squadra di Menichelli, a segno con Fortino e Lima; il giorno successivo l’Italia si impone 3-2 con i centri di Vampeta, dello stesso Lima e un’autorete. Due buoni test contro un’avversaria solidissima. A ottobre la squadra si trasferisce in Vietnam per un torneo internazionale di preparazione al Mondiale, una scelta strategia anche per assorbire meglio il fuso orario in vista dell’importantissima competizione.

 Il giorno della partenza, nell’ultimo allenamento a Roma, si fa male Alessandro Patias, assenza che va ad aggiungersi a quella di Luca Ippoliti, che alla vigilia di Thailandia 2012 aveva deciso di lasciare l’azzurro per motivi personali. I giocatori si rimboccano le maniche e dopo aver vinto d’autorità l’International Futsal Exhibition Tournament 2012 a Ho Chi Min City – battute Vietnam (9-0) e Uzbekistan (6-0) – non steccano l’esordio a Bangkok contro l’Australia, alla sua prima partecipazione al Mondiale. Finisce 9-1, un successo che consente alla nazionale di Menichelli di presentarsi alla sfida contro la temuta Argentina, decisiva per le sorti del girone e per evitare il Brasile nei quarti, consapevole della propria forza. Al Nimibutr Stadium l’Italia va sotto dopo due minuti trafitta da Rescia, ma ribalta il risultato prima dell’intervallo grazie a Lima e Fortino. Saad a 2’40’’ dalla sirena mette in ghiaccio la vittoria, il gol sulla sirena di Leandro Cuzzolino rende solo meno pesante il passivo per l’Albiceleste. Alla nazionale di Menichelli basta non perdere per centrare il primo posto nel raggruppamento, ma contro il Messico arriva il terzo successo su tre incontri (5-2, doppiette di Ercolessi e Fortino). 

Per gli ottavi gli azzurri si spostano a Nakhon Ratchasima per affrontare la rivelazione Egitto, che deve inchinarsi: 5-1 il risultato finale, si sblocca Vampeta mentre Saad realizza una super tripletta. Tra l’Italia e un posto tra le prime quattro nazionali del mondo c’è il Portogallo, proprio come agli Europei. I lusitani, mai vittoriosi contro l’Italia, sembrano poter riscrivere la storia. La tripletta di Ricardinho li manda all’intervallo avanti di tre gol, con la squadra di Menichelli che non riesce a sfruttare la superiorità numerica per l’espulsione di Cardinal. Ma nella ripresa arriva la riscossa: Saad trasforma con freddezza un rigore e regala nuova convinzione ai compagni, che nel finale, con Lima portiere di movimento, arpionano i supplementari con le reti dello stesso numero 13 (17’32’’) e di Fortino (19’14’’); nell’extra-time, poi, è Honorio con un sinistro fulminante a completare una rimonta che sa di leggenda. In semifinale l’Italia deve però inchinarsi alla Spagna. Un guizzo di Merlim riporta in equilibrio l’incontro dopo l’autorete di Saad che aveva portato in vantaggio le Furie Rosse, ma il pareggio resiste appena 11 secondi: la Roja di Venancio vince 4-1 e va in finale contro il Brasile, l’Italia si gioca il bronzo contro la Colombia. All’Indoor Stadium Huamark un eurogol di Sergio Romano sblocca il risultato nella ripresa, poi la doppietta di Fortino stende definitivamente i sudamericani: il pivot dell’Asti viene premiato con la Scarpa d’Argento (secondo miglior marcatore), mentre Stefano Mammarella viene eletto miglior portiere del Mondiale e si aggiudica il Guanto d’Oro.

A gennaio l’Italia torna in campo in Repubblica Ceca per due sfide contro la nazionale di Neumann, che segnano l’esordio da capitano di Gabriel Lima: gli azzurri vincono d’autorità la prima sfida (4-2), mentre nella seconda vanno sotto ma due reti nel finale (19’27’’ e 19’58’’) proprio di GL3 regalano un successo in rimonta. A febbraio la squadra di Menichelli torna invece in Lombardia per altre due gare contro il Portogallo, nella rivincita dell’ultimo Mondiale. A Treviglio, in un Palafacchetti vestito a festa, gli azzurri hanno la meglio 2-1 con i gol di De Luca e Merlim, mentre a Brescia i lusitani si tolgono lo sfizio di batterci per la prima volta imponendosi 4-2. Nella settimana pre-pasquale, l’Italia arriva in Puglia per il Main Round di qualificazione all’Europeo 2014: serve vincere il girone per staccare il biglietto per il Belgio. L’Italia fa il suo dovere in pieno, superando in serie Finlandia (5-1), Montenegro (6-0) e soprattutto Ungheria (9-1) nella sfida decisiva, con doppiette di Lima, Saad e Fortino e i gol di Honorio, Leggiero e Patias. Ad Anversa, l’anno prossimo, gli azzurri proveranno a migliorare il terzo posto del 2010.

2014 – Il trionfo di Anversa: gli azzurri tornano sul trono d’Europa

La stagione che porterà all'Europeo di Anversa si apre a settembre, con un doppio test in casa della Grecia. Due vittorie abbastanza agevoli, per gli azzurri ad Atene (7-0 e 4-1), ma tante indicazioni per il c.t. Roberto Menichelli, impegnato a plasmare il gruppo che dovrà difendere il terzo posto conquistato a Zagabria nel 2012. A ottobre, altri due test, i primi in Italia della stagione: a ospitare Italia-Ucraina è il Pala San Quirico di Asti. Nella prima delle due amichevoli, l'Italia perde 4-3, non bastano i gol di Saad, Lima e Merlim; il giorno dopo, gli azzurri riescono parzialmente a riscattare la sconfitta di gara-1, con un pareggio (2-2) firmato dalle reti di Lima e Merlim, con il gol di Zhurba a 1'32'' dalla fine che gela il pubblico astigiano. 

A cavallo tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014, altre due doppie amichevoli in Italia, le ultime prima della missione belga. A dicembre, tocca alla Romania verificare la crescita degli azzurri, che a differenza di Asti non steccano davanti al pubblico dell'Estraforum di Prato. Prima della gara, premiato il recordman di presenze con la maglia della Nazionale, Nando Grana; poi, i gol di Saad, Merlim, Lima, Fortino e l'autorete di Raducu fissano il punteggio sul 5-0. Il giorno dopo, altro rotondo successo (4-1), reti di Ercolessi, Vampeta e doppietta di Leggiero. Il 2014 si apre a San Vito al Tagliamento (Pordenone), con le sfide alla Slovacchia, prove generali di Euro 2014: altre due vittorie, entrambe sofferte. La prima per 3-0, con gol tutti nella ripresa di Lima, Vampeta e Saad. La seconda, invece, inizia con il vantaggio slovacco, pareggiato da Honorio, prima della doppietta di Vampeta che fissa il punteggio sul 3-1. 

Il 29 gennaio, alla Lotto Arena di Anversa, inizia l'Europeo dell'Italia. Ed è un inizio da dimenticare: gli azzurri vengono sconfitti 3-2 dalla Slovenia degli "italiani" Cujec e Mordej (giocano nella New Team, in Serie A2), dopo una prestazione sottotono. Il pareggio a inizio ripresa di Fortino dopo il gol di Vrhovec è un'illusione, perché Cujec e Osredkar regalano agli sloveni un successo storico. Non basta la rete del 3-2 di Saad nel finale. Per passare il turno serve una vittoria con il più largo scarto possibile; per arrivare primi nel gruppo C, ed evitare la Spagna nei quarti, quasi un miracolo. Che si materializza con la vittoria (7-6) dell'Azerbaigian sulla Slovenia, ma soprattutto con il "capolavoro" azzurro contro la squadra azera. Finalmente la vera Italia: il risultato, 7-0, la dice lunga su una partita senza storia. Con un successo con due reti di scarto si arrivava primi, gli azzurri esagerano: segnano Romano, Fortino e Honorio nel primo tempo, Vampeta, Lima e i due portieri Mammarella e Miarelli nella ripresa. Così l'Europeo prende tutta un'altra piega. 

Con Spagna e Russia dall'altra parte del tabellone, all'Italia - prima nel girone - tocca la Croazia, nella riedizione della finale per il terzo e quarto posto di Euro 2012. I croati di Mato Stankovic si confermano avversari ostici ma, così come due anni fa, l'Italia si conferma tra le prime quattro potenze d'Europa. Per la fase a eliminazione diretta, ci si sposta allo SportPaleis, distante pochi metri dalla Lotto Arena. Succede tutto nel primo tempo: segnano Romano e Fortino, con il gol di Jelovcic che non basta alla squadra croata, che nel finale colpisce un palo con Novak. In semifinale, ancora una volta il Portogallo, come a Euro 2012, come al Mondiale di Thailandia. A Bangkok finì 4-3, in un giorno tra i più esaltanti della storia della Nazionale di futsal. Ad Anversa esce lo stesso risultato, che permette all'Italia di tornare in finale a distanza di sette anni da quella raggiunta a Oporto nel 2007. Partenza a razzo dell'Italia con il gol di Lima dopo 59 secondi, pareggio di Ricardinho e 2-1 portoghese di Arnaldo. Nella ripresa, però, l'Italia cambia marcia: pareggia ancora Romano, Lima firma il sorpasso, Fortino il gol della (quasi) sicurezza. Joel Queiros, 15 secondi dopo il 4-2, riapre la partita, ma le speranze del Portogallo si spengono sul palo di Leitao.

Sabato 8 febbraio fa la storia: quasi 12mila persone sugli spalti dello SportPaleis, migliaia di italiani a sostenere gli azzurri. E a trascinarli verso la medaglia d'oro: undici anni dopo il primo e unico trionfo la Nazionale italiana di futsal è campione d’Europa.  Un vero e proprio capolavoro, quello della squadra di Roberto 
Menichelli: dopo la sconfitta all’esordio contro la Slovenia, nella testa dell’Italia è scattato qualcosa, e quello che sembrava un Europeo nato sotto i peggiori auspici, si è trasformato in leggendario. Succede tutto nel primo tempo: vantaggio azzurro con il capitano Gabriel Lima, pareggio di Eder Lima e nuovo allungo dell’Italia firmato da Murilo e Giasson. Nella ripresa, esce fuori la straordinaria difesa azzurra, con Mammarella che resiste anche agli assalti russi con il portiere di movimento. 

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